Gennaio 2026

L’Italia che vive da sola I Emergenza anziani nelle carceri

Un buon inizio d’anno con il proposito di “farci avanti”, come ci invita a fare l’arcivescovo Mario Delpini nel Discorso alla città di Milano dello scorso dicembre. Il suo richiamo a essere in “prima fila” risuona anche nel diario di Etty Hillesum, ricordato nell’editoriale de Il Segno di gennaio. Di fronte alla violenza nazista, Etty seppe custodire l’amore per la vita e rifiutare vittimismo, odio e rancore, scegliendo un impegno costruttivo su di sé e sul mondo affidatole.

L’Italia si avvia verso un profondo cambiamento demografico, segnato dal calo della popolazione e dall’aumento del numero di persone che vivono sole. Secondo le stime Istat, entro il 2050 i residenti passeranno da 59 a 54,7 milioni, aumenteranno gli over 65 mentre si contrarrà la fascia di persone in età lavorativa. Cambieranno anche le famiglie: i nuclei composti da un’unica persona (single e anziani soli) passeranno dal 36,8% al 41,1%.

Il tema è al centro della storia di copertina del mese, che approfondisce le motivazioni del vivere soli. Il fenomeno, diffuso in tutto il Paese, registra una forte concentrazione nelle grandi città come Milano, dove oltre la metà delle famiglie è composta da una sola persona. Le conseguenze sociali sono rilevanti, a partire dalla “povertà relazionale”, una condizione che amplifica altre fragilità, incidendo su salute, benessere e accesso alle opportunità.

Le famiglie sono al centro dell’attività del decanato Villoresi, meta della visita pastorale dell’Arcivescovo dall’8 gennaio al 7 febbraio: un territorio giovane e in crescita, composto da nove Comuni per un totale di oltre 100mila abitanti. La principale sfida, come spiegano i parroci, è conciliare le attività pastorali con i tempi di vita dei genitori che, pur vivendo sul territorio, molto spesso lavorano altrove. Altra priorità per il decanato è l’educazione: scuole di ispirazione cristiana e oratori collaborano per sostenere ragazzi, ricreando un patto educativo tra scuola e famiglia. Nel percorso sinodale, sacerdoti e laici sperimentano forme di corresponsabilità e dialogo, privilegiando uno stile di ascolto e collaborazione.

L’approfondimento della Proposta pastorale 2025/26 dell’Arcivescovo si concentra sulle Assemblee sinodali decanali: inizialmente accolte con scetticismo, oggi sono considerate strumenti missionari di Chiesa in uscita, con partecipazione principalmente laicale e coinvolgimento di presbiteri e religiose. Esempi virtuosi si trovano a Carate Brianza -con focus sui giovani, famiglie e carità- e a Cesano Boscone, concentrata sulla fragilità e il lavoro, in dialogo con enti locali e Caritas.

Spazio alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 con la storia di due tedofori, Ismaele Duca ed Enzo Masiello, uniti dallo sport e dai valori olimpici. Ismaele, sedici anni, liceale di Costa Masnaga (Lc), ha trovato nella pallanuoto la sua dimensione agonistica. Durante un viaggio in Grecia ha maturato il sogno di diventare tedoforo: porterà la fiaccola il 1° febbraio in provincia di Lecco. Enzo Masiello, invece, lo sport paralimpico l’ha vissuto da protagonista. Paraplegico dall’età di 18 anni dopo un incidente stradale, ha trasformato la disabilità in una sfida diventando uno dei grandi nomi dello sport italiano. La fiaccola, portata a turno da 10.001 tedofori, ha iniziato da Roma il suo percorso lo scorso 6 dicembre: un viaggio, lungo la Penisola, che toccherà tutte le regioni.

Negli ultimi vent’anni la presenza di detenuti anziani nelle carceri italiane è cresciuta rapidamente, generando nuove criticità nel sistema penitenziario. Al 30 giugno 2025 i detenuti over 60 erano oltre 6.400 su circa 62mila reclusi. La Lombardia registra i numeri più alti, soprattutto negli istituti di Opera e Bollate. Le carceri però non sono strutturate per gestire le fragilità fisiche e bisogni sanitari complessi: scale, celle sovraffollate e mancanza di continuità assistenziale aggravano le condizioni di vita. Nei casi di demenza o gravi malattie, talvolta sono gli stessi compagni di cella a prendersi cura degli anziani. Le prospettive di uscita in detenzione domiciliare sono poi limitate e anche il ritorno alla libertà è difficile, segnato da solitudine e assenza di reti familiari. Alcune esperienze, come la collaborazione tra Bollate e la Casa della carità di Milano, offrono agli anziani la possibilità di svolgere attività utili all’esterno, restituendo dignità e senso al tempo della pena.

«Due onesti artigiani dell’amore»: così monsignor Angelo Bazzari definiva Albertina Negri e Silvio Barbieri, fondatori di Casa Alber a Olginate, nel lecchese (1961-1986). In venticinque anni la coppia ha accolto 121 bambini e ragazzi in attesa di adozione o con trascorsi difficili, dando loro la possibilità di vivere come in una vera famiglia. Un modello che è stato innovativo, con piccoli gruppi al massimo di dodici bambini, figure di riferimento stabili, inserimento nella comunità locale e attività come sport e scoutismo.

La scelta della scuola superiore genera ansia in molti studenti e genitori: sbagliare indirizzo può causare frustrazione e perdita di autostima. Per orientarsi al meglio è spesso utile rivolgersi a esperti: tra questi c’è suor Marisa Lanzoni, direttrice del Centro di orientamento scolastico, professionale e sociale (Cospes) Bonvesin di Milano. La religiosa e psicologa ha alle spalle molti anni di esperienza e ha seguito migliaia di giovani tra scuole medie, superiori e università. Test attitudinali, questionari e colloqui individuali con studenti e genitori messi a punto per aiutare i ragazzi a conoscersi e fare scelte consapevoli, senza delegare ad altri.

Il Tribunale ecclesiastico regionale lombardo ha sede in Curia a Milano dal 1980 ed è uno dei più antichi della Chiesa. Guidato dall’Arcivescovo e dal Vicario giudiziale, si occupa esclusivamente di cause matrimoniali: la cura pastorale e il rispetto per la difficoltà delle coppie sono alla base degli iter dei processi di nullità, con una grande attenzione ai bisogni dei fedeli. Ne parla Elena Bolchi, giudice del Tribunale e docente di Diritto matrimoniale canonico al Seminario arcivescovile di Milano.

Compie quarant’anni il Centro ambrosiano di aiuto alla vita (Cav), che sostiene donne e famiglie in difficoltà durante la gravidanza, proponendosi come alternativa all’aborto. Il Cav offre supporto morale e materiale, tramite volontari, benefattori e collaborazioni con enti pubblici e privati. Il Centro ha creato e fatto crescere strutture come Casa Letizia, Casa Miriam, Casa Loretta e numerosi appartamenti che ospitano mamme con bambini, occupandosi anche di progetti specifici per adolescenti di differenti nazionalità.

Spazio alla cultura con il portfolio fotografico dedicato alla mostra “Fede e guerra” in corso alla Fondazione Ambrosianeum di Milano fino al 6 aprile. Il progetto è stato realizzato dai giovani fotoreporter (tra i 26 e i 32 anni) del collettivo Memora che si propone di testimoniare «l’essere umano individuo, orientato nelle complessità e nelle tragedie del nostro presente». I loro sguardi raccontano diversi conflitti attuali del mondo in cui viviamo: Armenia, Siria, Libano, Myanmar e Nigeria.

Il 27 gennaio, data della liberazione di Auschwitz, si celebra il Giorno della Memoria, per ricordare la Shoah, le leggi razziali e la deportazione di ebrei e oppositori politici. La legge italiana che ha istituito questa ricorrenza sottolinea due obiettivi: conservare la memoria delle vittime e impedire il ripetersi del male, promuovendo educazione e riflessione, soprattutto nelle scuole. Nell’opinione del mese Andrea Bienati, docente di Storia e didattica della Shoah presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Milano, riflette sulla persecuzione sistematica nata da leggi che riducevano “l’Altro” a nemico e dall’indifferenza sociale: furono però molti quelli che scelsero di opporsi al male rischiando la vita. La Memoria è dunque responsabilità attiva, che invita a operare per il bene e proteggere chi è perseguitato.


Sommario

EDITORIALE
5 Il proposito di farci avanti di Fabio Landi

LA FOTO
6 Città che non vogliono cittadini

OPINIONE
8 Giorno della Memoria, ricordare le vittime e chi scelse il bene di Andrea Bienati

BREVI & RUBRICHE
10 Confini | I non luoghi e coloro che li abitano di Laura Silvia Battaglia

11 Fuoriclasse | Studenti fragili, ma belli di Michele Diegoli

12 Lettere al consultorio | Ansia, campanello d’allarme da ascoltare a cura di Valentina Indulti

13 Dalla Diocesi al mondo | Rimuovere macerie, sognare il dialogo

14 Dove si posa lo sguardo | Semi di pace per il 2026 di Riccardo Maccioni

15 I Divenenti | Saper fare un’«avance» di Stefano Laffi

DIOCESI
16 Famiglie protagoniste nel Decanato Villoresi di Claudio Urbano

20 Prendersi cura del territorio, Assemblee sinodali in azione di Luisa Bove

COPERTINA
24 In famiglia, ma soli di Giacomo Cozzaglio

INCHIESTA
32 Il carcere invecchia e chiede risposte nuove di Ilaria Sesana

35 I Vescovi lombardi chiedono un gesto di clemenza

37 BUONE AZIONI

ATTUALITÀ
38 Casa Alber, un’esperienza profetica di accoglienza di Barbara Garavaglia

40 Nel cuore del Tribunale ecclesiastico lombardo di Ylenia Spinelli

43 Un albo a fumetti racconta le indagini di don Matteo di Loris Cantarelli

44 Dove andare dopo le medie? Suor Marisa ascolta e guida di Luisa Bove

46 Quarant’anni di Cav, una rete per i bimbi accanto alle donne di Giulio Boati

SPORT
48 La corsa di Ismaele ed Enzo, tedofori per Milano-Cortina di Mauro Colombo

ALBUM
52 Dalla Nigeria alla Siria, dove la fede sfida la guerra di Luca Frigerio

CULTURA
57 Ambrosius, la memoria ritrovata del Patrono di Luca Frigerio

60 Un’Adorazione per Castiglione Olona

60 Meraviglie ambrosiane | E i Magi arrivarono da Bruxelles di Luca Frigerio

61 Venuti da fuori | La voce e l’eleganza di Maria Callas di Alessandro Zaccuri

62 Podcast | Come ritrovare l’anima di Milano di Lorenzo Garbarino

62 Cinema | La guerra non è più quella di una volta di Gabriele Lingiardi

63 Serie Tv | Tra risate e cittadinanza, Nathan K. si racconta di Antonella Patete

64 Teatro | Milano, il giorno della civetta di Marco Casa

65 Breviario | Comunicare bene, un buon inizio di Roberto Bernocchi

66 IL SEGNO A MATITA
di Paolo Castaldi