Febbraio 2026

Oratorio: crescere insieme nelle differenze | Affidi, famiglie cercasi

Il documento “Fede e accoglienza: l’oratorio come luogo di incontro interreligioso”, pubblicato lo scorso ottobre dalla Diocesi di Milano, nasce da un dato di realtà ormai consolidato: negli oratori sono sempre più presenti bambini e adolescenti di origine straniera, spesso di fede musulmana. La copertina de il Segno di febbraio approfondisce, ascoltando testimonianze di chi lavora o fa volontariato in oratorio, il documento, frutto del lavoro congiunto di diversi servizi diocesani.

Lo scopo del testo è offrire criteri e linee guida per accompagnare bambini, adolescenti e giovani in un contesto sociale e religioso plurale. L’oratorio, per sua natura aperto a tutti, non rinuncia alla propria identità cristiana, ma riconosce i valori spirituali e morali presenti anche in altre religioni come terreno di dialogo e collaborazione.

Ciò che si propone è essere sempre di più un “laboratorio privilegiato di incontro interreligioso”, dove accogliere l’altro non significa perdere se stessi. In una società segnata da secolarizzazione e “apatismo” religioso, la vera sfida non è la convivenza tra fedi diverse, ma la capacità delle religioni di trasmettere un messaggio vivo e significativo.

Nei vari articoli che compongono il servizio di copertina viene dedicato ampio spazio alla relazione educativa, considerata decisiva: il dialogo non è uno slogan, ma un cammino quotidiano che coinvolge ragazzi, famiglie e comunità. Il documento affronta anche situazioni concrete, come la presenza di educatori e animatori non cristiani, invitando a evitare sia chiusure difensive sia aperture superficiali.

Fabio Landi nell’editoriale riflette sulla coincidenza, quest’anno, tra Quaresima e Ramadan, sottolineando come, pur nella diversità, entrambi i digiuni richiamino alla solidarietà verso chi soffre la fame e denuncino una religiosità talora indifferente ai poveri. In una società segnata più dall’eccesso che dalla mancanza, la rinuncia diventa invito alla condivisione e al ritorno all’essenziale. Landi richiama il pensiero di Christian de Chergé e dei monaci di Tibhirine, per i quali il dialogo interreligioso nasce dalla preghiera e dalla prossimità quotidiana. Anche oggi, nel contesto lombardo, la sfida è tradurre questa fraternità in forme concrete, vivendo con coerenza il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo.

L’arcivescovo Mario Delpini è impegnato fino all’8 marzo nella visita pastorale al Decanato di Cesano Boscone, tra comunità vive e attive, dove la Chiesa locale si mostra sensibile ai bisogni sociali e alle sfide della contemporaneità. Il territorio, che include Cesano Boscone, Corsico, Trezzano, Buccinasco, Assago e Cusago, è caratterizzato da tessuti sociali diversi e da un passato segnato dalla presenza della criminalità organizzata. La Caritas decanale interviene con servizi come mini-alloggi per situazioni di fragilità, docce per senzatetto, sportelli antimafia e iniziative contro il gioco d’azzardo. Particolare attenzione è dedicata agli anziani, con consultori, luoghi di ritrovo e percorsi di sostegno.

L’inchiesta del mese si focalizza sul tema dell’affido familiare: la disponibilità di coppie e di adulti ad accogliere è in calo, nonostante resti elevato il numero di bambini e ragazzi che necessitano di accoglienza temporanea. A partire dal convegno “Mondi in dialogo”, promosso da Caritas ambrosiana e dal Servizio per la famiglia della Diocesi di Milano, emerge l’urgenza di riaccendere desiderio e speranza verso questa forma di accoglienza. L’obiettivo è superare paure e pregiudizi attraverso informazione, testimonianze e reti territoriali capaci di accompagnare le famiglie. I dati ministeriali mostrano un fenomeno complesso, con minori spesso portatori di fragilità e bisogni educativi rilevanti. L’affido, previsto dalla legge come misura temporanea e complementare alla famiglia d’origine, può assumere forme diverse e richiede un forte sostegno collettivo: le testimonianze di famiglie affidatarie raccontano la ricchezza dell’accoglienza, il valore delle reti di supporto e l’importanza della continuità degli affetti, che spesso prosegue anche dopo la fine formale del progetto.

La Fondazione Don Carlo Gnocchi è oggi una realtà di eccellenza nazionale e internazionale nella cura, riabilitazione, prevenzione e ricerca scientifica. Con 23 centri in nove regioni, centinaia di operatori e due Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico a Milano e Firenze, la Fondazione integra assistenza e innovazione tecnologica, in particolare nell’ambito riabilitativo. La ricerca punta al recupero o allo sviluppo delle capacità dei pazienti, anche attraverso robotica e intelligenza artificiale. Uno dei progetti più recenti è “Fit4MedRob”, che mira a valutare su larga scala l’efficacia ed efficienza della robotica in riabilitazione, consentendo cure personalizzate, anche domiciliari.

Primo piano su Milano-Cortina 2026, un’Olimpiade che va ben oltre la dimensione sportiva, configurandosi come un grande evento culturale, sociale ed educativo capace di coinvolgere l’intero territorio. Alla spettacolare cerimonia di apertura e al calendario delle competizioni, si affiancano iniziative diffuse in città, investimenti infrastrutturali, progetti per le nuove generazioni, attenzione a sostenibilità, sanità e sicurezza, oltre a un forte protagonismo del volontariato. In questo contesto si inserisce anche il contributo della Diocesi di Milano, che attraverso il progetto “For each other” propone un’accoglienza ispirata ai valori olimpici e al Vangelo. San Babila diventa il cuore spirituale dei Giochi, mentre tre Villaggi dei valori – dedicati a eccellenza, amicizia e rispetto – offrono incontri, esperienze educative, artistiche e ludiche per giovani, scuole, atleti e visitatori.

Settemila studenti delle scuole cattoliche di Milano e dell’hinterland si ritroveranno il 27 febbraio all’Arena civica per un’iniziativa di preghiera e riflessione per la pace, guidata dall’arcivescovo Mario Delpini. L’evento, frutto di un percorso coordinato dalla Pastorale scolastica, mira a educare i giovani a comprendere i conflitti globali senza schierarsi, sviluppando empatia e senso di responsabilità. Il progetto ha incluso settimane di lavoro in classe e momenti quotidiani di approfondimento e riflessione su brani di giornale o messaggi del Papa.

Spazio al teatro con l’intervista a Manuel Ferreira, attore argentino e fondatore della compagnia Alma Rosé, che porta in scena al Teatro Elfo Puccini lo spettacolo “Il vero uomo di sinistra”, in cui racconta la sua esperienza personale con la malattia e con la sanità italiana. Lo spettacolo mescola ironia e riflessione, mostrando come la sanità pubblica spesso funzioni non grazie al sistema, ma alla dedizione dei singoli professionisti. Non manca la denuncia della crescente disparità tra servizio pubblico e privato, sottolineando il ruolo essenziale ma poco valorizzato di infermieri e medici. Un invito a considerare la salute come diritto di tutti e a riflettere sulle ingiustizie del sistema sanitario. Sempre teatro con la Casa delle storie ad Albese con Cassano (Co), un antico stabile restaurato, che funge da palcoscenico e museo vivente. Stefano de Luca, regista e attore formatosi con Giorgio Strehler, ha fondato nel 2021 il Piccolo Teatro Quotidiano, associazione dedicata alla cultura e al teatro: uno spazio di incontro e narrazione destinato a tutti. Il teatro diventa così strumento di relazione e conoscenza, radicato nel quotidiano e nei legami della comunità.

Cristina Bon, professoressa associata di Storia delle istituzioni politiche all’Università Cattolica di Milano, offre, infine, un’analisi dell’andamento della democrazia statunitense: con l’ascesa del movimento Maga e il consolidamento di Trump si registra una reinterpretazione del patto costituzionale basata su nazionalismo conservatore, centralizzazione del potere e decisionismo unilaterale, a livello interno e internazionale.


Sommario

EDITORIALE
5 Uniti nell’amore di Dio e del prossimo di Fabio Landi

LA FOTO
6 Ucraina, il quarto inverno

ANALISI
8 La democrazia Usa cambia direzione e interroga l’Europa di Cristina Bon

BREVI & RUBRICHE
10 Confini | Il bancone del bar, approdo felice di Laura Silvia Battaglia

11 Fuoriclasse | La lunga ombra del ’900 di Michele Diegoli

12 Lettere al consultorio | Il lutto in famiglia, dolore da spiegare a cura di Sara Oliva Boch

13 Dalla Diocesi al mondo | L’accoglienza, impresa di popolo

14 Dove si posa lo sguardo | Abitare davvero la complessità di Riccardo Maccioni

15 I Divenenti | I giochi di una volta di Stefano Laffi

DIOCESI
16 Cesano Boscone, un territorio dinamico di Claudio Urbano

20 Pregare per la pace nel cuore di Milano di Ilaria Sesana

COPERTINA
22 Oratorio, casa aperta a tutti di Luisa Bove

25 Don Zago: l’oratorio non è “neutro” di Paolo Zago

27 «Scegliamo di vivere insieme nelle differenze di fede» di Donatella Ferrario

INCHIESTA
30 Affido, famiglie in calo e casi più difficili di Rachele Callegari

35 BUONE AZIONI

PRIMO PIANO
38 Non solo gare e medaglie, Milano-Cortina entra nel vivo di Stefano Arosio

42 Olimpiadi, anche la Diocesi in pista di Mauro Colombo

ATTUALITÀ
44 Alla Fondazione Don Gnocchi la cura incontra la ricerca di Luisa Bove

47 Una rete di volontari per combattere la solitudine

50 La sanità va in scena come diritto per tutti di Stefania Cecchetti

54 Una fiammella nell’oscurità Il teatro secondo de Luca di Ylenia Spinelli

CULTURA
57 Il volto di Francesco di Luca Frigerio

60 Hans Memling al Museo Diocesano

60 Meraviglie ambrosiane | Un’Idea che illumina le strade del mondo di Luca Frigerio

61 Venuti da fuori | Arnoldo Mondadori, il padre degli Oscar di Alessandro Zaccuri

62 Podcast | La scienza prende parola di Lorenzo Garbarino

62 Cinema | Andare al cinema… per un “trailer” di Gabriele Lingiardi

63 Serie Tv | “L’ottavo giorno”, storie in attesa di un nuovo inizio di Antonella Patete

64 Teatro | Lisistrata, opera contemporanea di Marco Casa

65 Breviario | Annunciare non basta di Roberto Bernocchi

66 IL SEGNO A MATITA
di Paolo Castaldi