Inchiesta

Alzheimer, la cura comincia nella comunità

Ad Abbiategrasso una rete di cittadini e servizi aiuta chi convive con la malattia a non rinunciare alla vita di tutti i giorni. Un’esperienza nata nel 2016 e diventata un modello replicato in 13 regioni
La festa per il decennale della “Comunità amica delle persone con demenza”

La cura delle persone con demenza non riguarda soltanto gli interventi sanitari: è fondamentale anche la possibilità di continuare a frequentare i luoghi di sempre. È l’idea delle “Comunità amiche delle persone con demenza”, avviate in Italia nel 2016 ad Abbiategrasso dalla Federazione Alzheimer Italia, sul modello britannico. Oggi sono oltre 70 in 13 regioni, con più di 10 mila persone con demenza e caregiver coinvolti e 7.700 cittadini formati. La diffusione resta però disomogenea, soprattutto nel Centro-Sud.

Ad Abbiategrasso, commercianti, vigili urbani, bibliotecari e volontari imparano a riconoscere i segnali di disorientamento e a rispondere senza fretta né giudizi. Una cassiera, per esempio, aiuta un’anziana a rispettare il budget della spesa senza sostituirsi a lei: un gesto che ne tutela autonomia e relazioni. La comunità propone inoltre ginnastica adattata, visite ai luoghi storici e laboratori sulla memoria. Le iniziative sono progettate insieme alle persone con demenza e aperte ai familiari, che possono riscoprirne capacità e risorse e sentirsi meno soli nell’assistenza.

In Italia convivono con la demenza circa 1,43 milioni di persone, destinate a salire a 2,2 milioni nel 2050. Poiché molte vivono a casa per anni dopo la diagnosi, costruire territori accoglienti può anche migliorare la qualità della vita, contrastare la solitudine e rinviare l’ingresso in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa). Quando il ricovero diventa necessario, però, emergono costi elevati e carenza di posti.

Secondo il Rapporto 2026 dell’Osservatorio Rsa della Fnp Cisl Lombardia, nel 2025 le famiglie hanno pagato in media circa 28 mila euro all’anno per la retta sociale, oltre 2.300 euro al mese. Una pensione media lombarda, tra 1.300 e 1.400 euro, non basta neppure sommando l’indennità di accompagnamento. In regione i posti nei Nuclei Alzheimer sono 4.910 a fronte di oltre 33 mila persone con queste patologie; le attese per una Rsa possono durare sei mesi o un anno.

Anche la ripartizione delle rette è controversa. La Cassazione ha affermato che, se prestazioni sanitarie e assistenziali sono inscindibili, l’intero costo spetta al Servizio sanitario nazionale. Ma i tribunali continuano a pronunciarsi in modo diverso, alimentando ricorsi e incertezza. Per le Rsa, spesso piccole realtà senza scopo di lucro e con bilanci fragili, il mancato pagamento delle rette può compromettere la sostenibilità: il timore di nuove controversie rischia così di ridurre ulteriormente l’accoglienza delle persone con Alzheimer. Federazione Alzheimer Italia e Uneba Lombardia chiedono al governo regole più chiare sulla compartecipazione ai costi, per tutelare insieme famiglie, ospiti e strutture.

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