Tra campi e boschi, poco fuori dall’abitato di Lurago Marinone (Como), sorge l’antica chiesa di San Giorgio, un piccolo edificio che custodisce un patrimonio artistico e storico sorprendente. Già chiesa matrice della comunità locale, rimase il principale luogo di culto fino alla fine del Cinquecento, quando, in epoca di san Carlo Borromeo, venne costruita una nuova parrocchiale nel centro del paese.
La sua posizione appartata non è casuale. Gli scavi archeologici hanno infatti riportato alla luce pietre incise risalenti all’Eneolitico, intorno al 2500 a.C., segno che l’area era considerata sacra già in epoca preistorica. Il primo edificio cristiano sarebbe stato edificato nel VII secolo, durante la dominazione longobarda, mentre la struttura attuale conserva tracce delle numerose trasformazioni subite nel corso dei secoli. Anche il portale settecentesco racconta la vita quotidiana del luogo: gli stipiti, profondamente consumati, venivano utilizzati dai contadini per affilare falci e falcetti.
L’interno, semplice e raccolto, è impreziosito da un ricco ciclo di affreschi. Il più celebre raffigura papa Urbano V con il triregno mentre mostra i reliquiari contenenti le teste dei santi Pietro e Paolo, da lui ricollocate nel 1369 sulla basilica lateranense. L’opera, realizzata alla fine del XIV secolo, è particolarmente rara perché testimonia una venerazione del pontefice precedente alla sua beatificazione ufficiale.
Accanto a questo capolavoro si conservano dipinti di epoche diverse. Di età romanica resta una raffinata testa d’angelo, mentre la maggior parte delle decorazioni risale alla seconda metà del Quattrocento, come attestano le date ancora leggibili sui cartigli. Nel presbiterio spiccano il Cristo in gloria, la Crocifissione con Maria, Giovanni, san Rocco e santo Stefano, gli Evangelisti e numerosi personaggi dell’Antico Testamento. Attorno all’altare trovano posto anche san Giorgio, titolare della chiesa, insieme ai santi Cosma e Damiano, Antonio abate e Bernardino da Siena.
Tra le immagini più curiose figura una Trinità con la Vergine circondata da angeli musicanti. La Madonna appare avvolta da una sottile fascia sul petto, particolare che richiama una rara iconografia ambrosiana della “Madonna della misericordia”, legata al tema dell’intercessione materna di Maria per l’umanità.
Piccola nelle dimensioni ma straordinaria per storia, arte e spiritualità, la chiesa di San Giorgio rappresenta uno dei gioielli meno conosciuti della Brianza comasca: un luogo capace di sorprendere il visitatore con testimonianze che attraversano oltre quattro millenni di storia.
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