L’intelligenza artificiale, spesso percepita come immateriale, ha in realtà un impatto ambientale significativo. Dietro chatbot e servizi digitali si trovano infatti grandi data center composti da migliaia di server, che consumano energia, utilizzano acqua per il raffreddamento e occupano suolo.
Con la crescente diffusione dell’AI, il tema della sostenibilità digitale sta diventando sempre più centrale.
Il principale problema riguarda il consumo energetico: ogni richiesta a un sistema di AI richiede elettricità, spesso prodotta ancora da fonti fossili, con conseguenti emissioni di CO₂. A questo si aggiungono altri fattori critici, come l’uso di acqua per il raffreddamento e l’occupazione di territorio, che può incidere sugli ecosistemi. Inoltre, i server hanno una durata limitata (circa sette anni) e il loro smaltimento è complesso e costoso.
In Italia il fenomeno è in forte crescita: nel 2024 i data center hanno consumato circa 5,8 TWh, pari all’1,9% dei consumi elettrici nazionali, ma questa quota potrebbe salire fino al 7,4% entro il 2035. Anche la potenza installata è in aumento, con richieste concentrate soprattutto in Lombardia.
Un aspetto rilevante riguarda il ruolo degli utenti. Una singola richiesta a un sistema di AI può consumare in media circa 2,5 wattora, ma nei casi più complessi può arrivare a 17,6 wattora. Poiché le interazioni sono spesso multiple, il consumo complessivo cresce rapidamente. Per questo diventa importante un uso più consapevole, ad esempio formulando richieste più precise o utilizzando prompt già ottimizzati.
Sul fronte delle soluzioni, si parla di una possibile “AI verde”, ancora però agli inizi. Le strategie includono l’uso di energie rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza dei data center e sistemi di raffreddamento più sostenibili. Per ridurre l’impatto sul territorio si propone di riutilizzare aree già urbanizzate e integrare soluzioni di rigenerazione ambientale. Infine, è fondamentale promuovere l’economia circolare per allungare la vita dei dispositivi e ridurre i rifiuti tecnologici.
Nel complesso, la sostenibilità dell’intelligenza artificiale dipenderà sia dall’innovazione tecnologica sia dalle scelte individuali, rendendo necessaria una maggiore consapevolezza sull’impatto delle attività digitali quotidiane.
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