Sport

Paralimpiadi, la diversità come risorsa per tutti

Dopo i Giochi olimpici, la festa di Milano-Cortina 2026 prosegue con quelli paralimpici: un evento che, al di là dei contenuti agonistici, aiuta un Paese a progredire sul piano sociale e civile
Gli atleti azzurri alla Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Pechino 2022 (foto Comitato italiano paralimpico)

Dopo i Giochi olimpici, Milano-Cortina 2026 proseguirà con le Paralimpiadi (6-15 marzo), un appuntamento che va oltre la dimensione agonistica e rappresenta un potente motore di crescita sociale e civile. Come affermò Stephen Hawking all’apertura delle Paralimpiadi di Londra 2012, lo sport paralimpico è capace di cambiare la percezione del mondo, incidendo sull’immagine della disabilità e contrastando le discriminazioni. Ospitare i Giochi paralimpici subito dopo le Olimpiadi rafforza questa eredità culturale, che per l’Italia rappresenta un’occasione di progresso.

Fin dalle origini, nel secondo Dopoguerra in Inghilterra, il movimento paralimpico ha promosso una nuova concezione dello sport, valorizzando l’uso di ausili e stimolando innovazioni tecnologiche in protesi, carrozzine e attrezzature sportive, con ricadute positive sull’intera società. I suoi valori – determinazione, coraggio, uguaglianza, ispirazione, eccellenza, rispetto e amicizia – pongono al centro le capacità delle persone, trasformando la diversità in risorsa per la comunità.

Le Paralimpiadi invernali, nate in Svezia nel 1976, hanno conosciuto una crescita costante, culminata per l’Italia con Torino 2006, modello di accessibilità urbana e di impiantistica. Anche Milano-Cortina lascerà un segno concreto: tutte le stazioni della metropolitana milanese diventeranno accessibili. Dall’edizione estiva di Roma 1960, i Giochi si tengono ogni quattro anni e, da Seul 1988 (e Tignes-Albertville 1992 per l’inverno), si svolgono nelle stesse sedi delle Olimpiadi.

Tra i protagonisti italiani spicca Francesca Porcellato, con 14 medaglie in undici Paralimpiadi. A Milano-Cortina sono attesi campioni come Oksana Masters e l’azzurro Giacomo Bertagnolli, insieme a giovani promesse italiane e alla forte squadra austriaca guidata da Veronika Aigner. Saranno Giochi capaci di unire spettacolo sportivo e trasformazione culturale, dimostrando che l’inclusione è un valore per tutti.

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